Perchè ho scritto la canzone Make Love Not War?
L'idea per la copertina l'ho avuta nel 1999, infatti appare nella lista dei miei quadri,
più avanti su questa pagina,
con la differenza che allora la ragazza l'avevo disegnata, e, in questo caso ho chiesto a una bella modella
di posare per me.
Quel quadro ha avuto una storia interessante nel 2003, al tempo dell'attacco in Iraq da parte degli americani
e vari loro alleati, al quale si erano opposti i francesi - il presidente era Chirac - e tedeschi.
Un giorno osservando le statistiche del mio sito, mi era accorto che c'era un traffico inusitato, e sono
andato a indagare. In una chat fra americani e francesi, in cui si scambiavano accuse, parolacce e battute sagaci
avevano messo un link a questo quadro, per cui ogni volta che rispondevano, c'era una richiesta al mio sito.
La cosa triste è che oggi questo non accadrebbe più, perchè né a livello di guida politica, né di stampa, né di pubblico, pare ci sia la possibilità di avere una discussione informata e significativa, alternativa al pensiero dominante.
In quegli anni avevo già 43 anni, e frequentavo il corso di laurea in Scienze Internazionali e Diplomatiche
e ricordo la differenza di visione fra la professoressa di diritto internazionale e il professore di relazioni internazionali. Una cercava in qualche modo di giustificare l'attacco, anche se le sue giustificazioni oggi non sarebbero più valide, perchè è stato chiarito che le armi di distruzioni di massa dell'Iraq non esistevano ed erano una scusa per attaccare. L'altro, un convinto realista, ci diceva che era tutta una politica di potenza e le giustificazioni che venivano date erano irrilevanti. Io ero d'accordo con lui.
Oggi più che mai bisogna urlare: Fate l'amore non fate la guerra!
Perchè ho scritto la canzone Pochi Pugnetti!?
Innanzitutto perchè sono romagnolo e poi per divertimento e per nostalgia.
A 17 e 18 anni ho suonato in un'orchestra di liscio romagnolo (Orchestra Nervillo Camporesi, di Meldola)
e facevo circa 20 servizi al mese principalmente nelle Marche, in Emilia, in Lombardia e in Veneto.
Si partiva col pulmino verso le 4 del pomeriggio, si arrivava circa alle 8 di sera, si montava il palco,
si suonava, si smontava, a volte si mangiava qualcosa e si tornava in genere per le 5 di mattina. Poi alle 8:30 dovevo essere a scuola... ero diventato un ritardatario recidivo e i professori non si lamentavano neanche più di tanto.
Facevo il chitarrista e in genere la mia serata passava più che altro facendo accompagnamento a valzer, polke e
mazurche. Non ero proprio soddisfatto e anzi, ho smesso proprio perchè avevo cominciato ad odiare
questo tipo di musica, anche perchè, a quell'età, a casa ascoltavo e suonavo Pink Floyd e simili.
Oggi, però, sto vivendo un periodo di nostalgia per questa musica
e per questi balli, e anzi penso di scrivere qualcosa su come siano cambiati i modi di ballare e di divertirsi, nonchè di relazionarsi fra maschi e femmine, negli ultimi anni.
Per questo motivo, ho scritto questa canzoncina, che è una polka un pò fuori standard come giro di accordi e
come tipologia di assoli, pur mantenendo un clarino che mi ricorda quando suonavo con Cangini che faceva il trillo ad libitum e il capo-orchestra gli dava botte sulla pancia con il tamburello.
C'è poi anche un assolo con la fisarmonica, perchè quello è un altro importante strumento nel liscio romagnolo,
e poi c'è un assolo di chitarra, che non c'entra una mazza, ma è quello che mi sarebbe piaciuto fare
quando suonavo in orchestra, e qui lo posso fare e lo faccio :-)
Il basso di accompagnamento è quello classico solo in certi punti, mentre, durante gli assoli, non c'entra nulla.
Il testo è molto semplice, in dialetto romagnolo, e recita così: I mi burdel, pochi pugnetti, oci avert i ureci dretti, san stasì atent(i) stasì sicur, chi ve met dret in te cul. La traduzione in italiano può sembrare sconcia,
ma in dialetto è un modo di parlare abituale. Farsi poche pugnette significa non stare con le mani in mano, come
diceva Finardi in Diesel: "mi piace questa gente che si dà da fare, che vive la sua vita senza starsela a menare". Quindi occhi aperti e orecchie dritte, perchè c'è sempre, specie negli ultimi anni, chi pensa come mettercelo in quel posto.
Perchè ho scritto l'album PoliticaMente (opus ad meliora)?
Ho iniziato a vedere le cose in modo diverso durante il Covid. Il fatto di bloccare le persone nelle case, anche impedendo di fare cose salutari, come andare in spiaggia o a correre in campagna, la propaganda continua che ci assediava in televisione e nei giornali, il fatto di trasmettere programmi in cui si vede in tempo reale un inseguimento di un poveraccio che cammina in spiaggia, in stile inseguimento del colpevole in Fahrenheit 451, il fatto di sentire persone gridarmi di rientrare perchè mi fanno multe, solo perchè porto il bimbo a prendere aria, mentre è normale portare i cani. Feci anche un video musicale, per non dimenticare. Tutte queste idiozie mi hanno cominciato a far pensare in modo meno individualistico, meno economico, e più politico, ovvero più interessato alla vita in comunità.
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Perchè ho scritto l'album Music for Creative Thinking?
Sono un programmatore e mi piace sentire la musica, ma in genere la musica melodica
mi intrappola il cervello in melodie o ritmi mutevoli e mi distrae.
Per questo mi sono scritto alcuni pezzi solo musicali, da ascoltare mentre lavoro.
Il pezzo più emblematico è MCT01_Static, che ripete un loop che non distrae per niente.
Poi consiglio MCT03_Setaric o MCT08_Energetic. Anche gli altri hanno la loro ragione di esistere.
Il pezzo più anomalo, che non è un 4/4, è MCT09_Specific.